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Palazzo Pitti, Firenze: un viaggio attraverso l'arte dal Rinascimento al Divisionismo

Nel cuore di Firenze, lungo la sponda sinistra dell'Arno, si erge l'iconico Palazzo Pitti, che con la sua Galleria Palatina e la Galleria di Arte Moderna testimonia secoli di evoluzione culturale e sperimentazione artistica.

La storia di Palazzo Pitti

Palazzo Pitti è uno dei più noti palazzi di Firenze. La sua storia ha inizio nel 1458 quando la sua costruzione venne commissionata da Luca Pitti, un ricco banchiere e uomo d’affari. L’uomo desiderava una dimora grandiosa che fosse superiore a qualsiasi altra esistente a Firenze, compreso il Palazzo Medici; tuttavia, i lavori furono interrotti quando la famiglia Pitti cadde in disgrazia. Nel 1549 il palazzo venne acquisito dalla famiglia Medici, diventandone la residenza ufficiale. Con il declino della dinastia Medici, Palazzo Pitti passò prima ai Lorena e successivamente ai Savoia. Infine, nel 1919, divenne di proprietà dello Stato italiano e venne trasformato in un museo pubblico. Ad oggi il palazzo ospita diverse gallerie d'arte tra cui la Galleria Palatina e la Galleria d'Arte Moderna. 

La Galleria Palatina

La Galleria Palatina si trova al primo piano il quale corrisponde al piano nobile, ovvero quello che costituiva la residenza della famiglia. Proprio per questo le 28 stanze in cui si articola il percorso possono vantare le migliori decorazioni del palazzo. Le opere esposte provengono dalle collezioni medicee e, dato l’allestimento delle sale, il tempo sembra essersi fermato all’epoca della loro acquisizione. La disposizione delle cornici è lontana da quella dei musei moderni e si avvicina di più a quella di una “quadreria”: le opere sono posizionate su più file e quelle più piccole incorniciano quelle più grandi fino a ricoprire, quasi del tutto, la superficie delle pareti. Probabilmente ciò è dovuto sia alla volontà di mantenere il gusto dell’epoca sia alla grande quantità di opere presenti tra cui numerosi dipinti di Raffaello, Tiziano, Tintoretto, Caravaggio e Rubens. Il risultato è estremamente immersivo e coinvolgente anche se, talvolta, risulta quasi fastidioso poiché è difficile concentrarsi sulle singole opere. Queste ultime sono principalmente ritratti e rappresentazioni religiose legate alle sacre scritture mentre gli affreschi sulle pareti delle sale, che conferiscono il nome alle stesse, raccontano vicende mitologiche e la storia della dinastia dei Medici. 

La Galleria di Arte Moderna

Al piano superiore si trova la Galleria di Arte Moderna. Le opere sono distribuite all’interno di 30 stanze le quali costituiscono l’ultima parte dell’edificio ad essere stata convertita in museo. La densità dei dipinti disposti sulle pareti è inferiore rispetto a quella della Galleria Palatina e gli ambienti sono più luminosi. Il percorso segue un ordine cronologico permettendo ai visitatori di ricostruire una sorta di linea temporale non solo artistica ma anche storica; difatti i temi trattati, rispetto a quelli della Galleria Palatina, sono perlopiù storici, politici e sociali. Partendo dall’inizio è possibile osservare opere raffiguranti Napoleone, Carlo VIII, momenti di vita quotidiana e rurale fino ad arrivare a scenari di guerra legati al periodo del Risorgimento. All’interno della Galleria è presente un’ampia selezione di dipinti appartenenti alla corrente dei Macchiaioli, in particolare realizzate dai suoi maggiori esponenti come Giovanni Fattori, Silvestro Lega e Telemaco Signorini. Oltre all’evoluzione delle tematiche è possibile notare, soprattutto verso la fine del percorso espositivo, anche la sperimentazione di nuove tecniche pittoriche legate sia al tratto sia alla costruzione geometrica. 

Perché visitare la Galleria Palatina e la Galleria di Arte Moderna

Nonostante il palazzo proponga anche altre collezioni, la Galleria Palatina e la Galleria di Arte Moderna ricoprono un periodo storico molto vasto, il quale si estende dalla fine del 1400 ai primi decenni del 1900. In particolare, la Galleria Palatina si concentra sul tardo Rinascimento e sul Barocco mentre la GAM sul periodo che va dal Neoclassicismo al Divisionismo; dunque, grazie alla presenza di opere appartenenti ad un periodo così ampio, visitando prima la Galleria Palatina e successivamente la Galleria di Arte Moderna, è possibile cogliere a pieno l’evoluzione nel tempo delle tematiche e delle tecniche. 


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