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Pubblicità CGI: quando la fantasia si fonde con la realtà

Ogni anno vengono generate 5,3 trilioni di pubblicità e farsi notare in un contesto così affollato sta diventando una sfida sempre più difficile. Le CGI possono essere la soluzione?

Che cosa sono le CGI?

Per parlare di pubblicità CGI, prima dobbiamo capire che cosa sono queste ultime. CGI è un acronimo che sta per Computer genereted imagery, letteralmente “immagini generate al computer”, le quali possono essere statiche o dinamiche. Con il termine CGI ci riferiamo sia alla grafica 2D sia alla grafica 3D, entrambe con lo scopo di progettare personaggi, mondi virtuali, scene ed effetti speciali. Il vantaggio di questa tecnologia è quello di poter ottenere una serie di contenuti che sarebbero estremamente complicati da realizzare nella realtà. 

I vantaggi pratici delle pubblicità CGI

Le CGI sono state introdotte nel mondo della pubblicità principalmente per la loro capacità di comprimere una serie di passaggi in uno solo. In questo modo, i costi e i tempi di realizzazione vengono abbattuti senza dover rinunciare alla creatività. Questo avviene non perché la creazione delle pubblicità CGI sia più facile bensì perché può essere affidata ad un numero ridotto di professionisti. Di conseguenza è possibile ottenere delle grafiche più creative in modo più ordinato. Ad esempio, gran parte delle automobili che vediamo nelle pubblicità vengono realizzate tramite questa tecnologia. Questo permette ai grafici di smontarle digitalmente, per descrivere il loro funzionamento, senza doverle effettivamente distruggere.

Perché le pubblicità CGI funzionano di più?

Le pubblicità CGI non sono più vantaggiose solo dal punto di vista realizzativo ma anche per via della loro memorabilità.  Il nostro cervello fa fatica a distinguere ciò che immagina da ciò che è reale. Le pubblicità CGI sfruttano proprio questa peculiarità, inserendo in un ambiente che si conosce degli elementi che in realtà non ci sono. Inoltre, la possibilità di creare scenari al limite del reale permette ai brand che scelgono le CGI di stupire e lasciare il segno nel pubblico. 

Questo avviene perché le pubblicità CGI giocano sui meccanismi di memorizzazione della nostra mente, in particolare sulla PAV. Questo acronimo sta per Paradosso Azione Vivido e consiste nella creazione di immagini talmente paradossali, ricche di azioni e vivide da essere ricordate facilmente e a lungo. Le pubblicità CGI funzionano proprio in questo modo: si tratta di immagini paradossali, in movimento e che vengono rese ancora più vivide dall’ambientazione estremamente conosciuta.

Le 3 pubblicità CGI con maggiore successo

A questo punto, possiamo dire che le CGI hanno ormai assunto un ruolo essenziale nel mondo del marketing. Possiamo dimostrare questa affermazione tramite alcune delle campagne CGI che hanno riscontrato maggiore successo. 

Le borse di Jacquemus che sfrecciano per le strade di Parigi

É stata una delle prime campagne CGI a spopolare online, per questo può essere considerata come quella che ha aperto la strada a tutte le altre. Ciò che la rende particolare è soprattutto il punto di vista del video: sembra essere stato girato da un passante qualsiasi mentre passeggiava per le strade di Parigi. Inoltre, le borse che sfrecciano in mezzo alle altre macchine rendono il tutto ancora più veritiero, assottigliando il confine tra realtà e finzione. 

Le metro con le ciglia di Maybelline

Attraverso la CGI, Maybelline ha persino permesso alle metropolitane di mettersi il mascara. Come per la pubblicità CGI di Jacquemus, ciò che fa la differenza sono gli scenari estremamente reali e la presenza di persone vere all’interno dei video. Questo è quello che crea confusione nella mente dello spettatore, il quale fatica a credere a quello che sta vedendo ma non riesce a percepirne la finzione. 

La torre Eiffel e il Big Ben che indossano il North Face di JD Sports

La pubblicità CGI realizzata da JD Sports confonde ancora di più. Il brand sostituisce le persone indifferenti, presenti nei video di Jacquemus e Maybelline, con persone che si meravigliano notando i monumenti che indossano il giubbotto North Face. In questo modo l’osservatore è ancora più coinvolto quasi come se, passeggiando per strada, potesse anche lui assistere a tale spettacolo.

La difficoltà di distinguere la finzione dalla realtà

Un chiaro esempio della potenza di questi contenuti sono i commenti o, addirittura, le polemiche che riescono a scatenare. In questo senso, è interessante analizzare il caso della pubblicità CGI realizzata per l’uscita del film I soliti idioti 3. Il video ritrae l’opera di Cattelan L.O.V.E, situata in Piazza Affari a Milano, “vandalizzata”. Sul dorso della mano è stato scritto il titolo del film con una bomboletta spray e le dita alzate sono tre invece che una sola.

Ovviamente non c’è niente di reale: tutto è stato realizzato tramite la tecnologia CGI; tuttavia questo non sembra essere stato colto da tutti. Sui social, possiamo leggere commenti di ambientalisti che lamentano la differenza di trattamento tra l’imbrattamento ad opera di Ultima Generazione e quello avvenuto in questa occasione. Tutto questo senza rendersi conto che il primo era reale mentre il secondo, effettivamente, non lo è! 

Anche le reazioni negative come questa ci fanno capire come il punto forte delle pubblicità CGI sia proprio la totale fusione tra il reale e la finzione. La perdita della percezione di ciò che è reale e cosa no è quello che sconvolge e che attira l’attenzione. Questo porta l’osservatore a soffermarsi e ad interrogarsi su ciò che sta guardando, cosa che le pubblicità tradizionali, ormai, fanno fatica a fare.


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